Una modica quantità di crimine

Il crimine e la punizione sono manifestazioni sociali e culturali fortemente legate alla percezione individuale del senso morale, di una scala di valori e del significato che si dà alla norma.

I media, per parte loro, mettono in scena regolarmente l’”emergenza” legata a un supposto tasso di criminalità crescente, in nome della quale viene giustificato il vertiginoso aumento dei livelli di carcerazione; l’approccio penale ha il sopravvento nella considerazione della conflittualità; e il sovraffollamento degli istituti di pena si accompagna a condizioni di detenzione fortemente punitive per i reati considerati più gravi o per i soggetti “più pericolosi” (si pensi al regime carcerario del 41 bis e all’ergastolo ostativo).
In questo libro Nils Christie sostiene che quello di crimine è un concetto fluido, suscettibile di mutamenti in funzione del sistema di valori socialmente accettato, ma “pronto per l’uso” quando si tratta di fornire una risposta tanto facile quanto superficiale alle domande poste da forme di conflitto “scomode”.
E spesso è proprio l’applicazione del giudizio penale a ostacolare la comprensione e il superamento di questi conflitti.
Una modica quantità di crimine analizza le differenze tra i vari Paesi nel trattamento di quelli che l’Autore definisce come atti non desiderati, mettendo a confronto i grandi incarceratori (primi fra tutti Stati Uniti e Russia) con il resto del mondo, e pone la domanda se non si debba gridare vergogna agli Stati che applicano sistemi di controllo sociale fortemente punitivi.
Un libro dallo stile piano, che rifugge da specialismi e tecnicismi, accessibile a quanti vogliano capire le implicazioni dei concetti di crimine e di pena.

Nils Christie
Una modica quantità di crimine
società mono-istituzionale e cultura della pena
colibrì edizioni (www.colibriedizioni.it)
2012, 208 pagine, 14 euro




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